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Addio mio piccolo signore, che sognavi i treni e sapevi dov'era l'infinito; tutto quel che c'era io l'ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. (Jun) - Alessandro Baricco


Io sono Hector Horeau e vi odio. Odio i sonni che Mostrare più
E allora lei rise, era la prima volta che la Mostrare più
La strana intimità di quelle due rotaie. La Mostrare più
Vecchio, benedetto, Pekisch, questo non me lo Mostrare più
Il proiettile corre e non sa se ammazzerà Mostrare più
Voleva rispondergli un sacco di cose, la vedova Mostrare più
Erano le 3 del mattino e la città se ne stava Mostrare più
Uno ha una nota, che è sua, e se la lascia Mostrare più
Era una specie di lancinante, dolorosa meraviglia Mostrare più
– Siediti, Pehnt – diceva la gente. – Grazi Mostrare più
La crudeltà è la virtù per eccellenza dei me Mostrare più
Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho Mostrare più
Nulla può diventare così insignificante come q Mostrare più
Non per altro: ma è sempre un qualche Mostrare più
[...] Lui pensava, davvero, che gli uomini stanno Mostrare più
La sera, come tutte le sere, venne la sera. Non Mostrare più
Si sedette sui gradini, senza entrare. Era ancora Mostrare più
Il sesso cancella fette di vita che uno nemmeno Mostrare più
[...] Era diventata una di quelle cose che hanno Mostrare più
Gli erano entrate negli occhi, quelle due Mostrare più
[...] mi viene solo in mente quella storia dei Mostrare più
È una specie di gioco. Serve quando hai lo Mostrare più