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Ci tengo a dire che non era un fesso, e scriveva per una rivista autorevole che si chiamava The Quarterly Musical Magazine and Review. E questo fu ciò che scrisse, e che io metto qui, come seconda epigrafe:"Eleganza, purezza e misura, che erano i principi della nostra arte, si sono gradualmente arresi al nuovo stile, frivolo e affettato, che questi tempi, dal talento superficiale, hanno adottato. Cervelli che, per educazione e abitudine, non riescono a pensare a qualcosa d'altro che i vestiti, la moda, il gossip, la lettura di romanzi e la dissipazione morale, fanno fatica a provare i piaceri, più elaborati e meno febbrili, della scienza e dell'arte. Beethoven scrive per quei cervelli, e in questo pare che abbia un certo successo, se devo credere agli elogi che, da ogni parte, sento fiorire per questo suo ultimo lavoro." Voilà. - Alessandro Baricco


Complice una precisa innovazione tecnologica, un Mostrare più
Arrivano da tutte le parti, i barbari. E un po' Mostrare più
Con quella lingua Parker ha contribuito Mostrare più
Altro evento. Il successo del vino hollywoodiano Mostrare più
Così, per questo libro, io avrei scelto quattro Mostrare più
Abbiamo chiamato Umanesimo l'istante, lunghissimo Mostrare più
Credetemi: è dall'alto, che bisognerebbe Mostrare più
Io e lei abbiamo un gioco segreto – ci s Mostrare più
Dunque, nuovo indizio: i barbari usano una lingua Mostrare più
Cercavo di spegnere un'immagine di Luca con i Mostrare più
È ovvio che, una volta isolato, qualsiasi Mostrare più
Andiamo per il mondo portando una certezza in cui Mostrare più
Ecco: lui non cercava mai di capire cos'era il Mostrare più
Cuori piccoli li nutriamo di grandi illusioni, e Mostrare più
Era il genio assoluto di un'arte molto Mostrare più
Forse si muore in tanti modi, e ogni tanto mi Mostrare più