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Adesso so che quel giorno Novecento aveva deciso di sedersi davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare una musica assurda e geniale, complicata ma bella, la più grande di tutte. E che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni. E che mai più sarebbe stato infelice. (p. 51) - Alessandro Baricco


Non era una di quelle persone di cui ti chiedi Mostrare più
Andavo di fantasia, e di ricordi, è quello che Mostrare più
"Posso rimanere anche anni, qua sopra, ma il mare Mostrare più
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I Mostrare più
[...] alla fine, d'improvviso, vedevi il mare Mostrare più
Io, che non ero stato capace di scendere da Mostrare più
"Devo vedere una cosa, laggiù," mi disse."Quale Mostrare più
I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo Mostrare più
A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei Mostrare più
Il padre che non sarò mai l'ho incontrato Mostrare più
"Lei è quello che ha inventato il jazz, vero Mostrare più
È un lavoro di cesello. Ho disarmato Mostrare più
Era fatto così, lui. Un po' come il vecchio Mostrare più
Già me la vedo la scena, arrivato lassù, quello c Mostrare più
Insomma, qualcuno andò da Jelly Roll Morton e Mostrare più
Volevo dire che io la voglio, la vita, farei Mostrare più
Il mondo, magari, non l'aveva visto mai. Ma erano Mostrare più
La natura ha una sua perfezione soprendente e Mostrare più
Ora, nessuno è costretto a crederlo, e io, a Mostrare più
Poi avvicina il pennello al volto della donna Mostrare più
Quel che sapevo io era che tutte le volte, prima Mostrare più
Aveva la bellezza di cui solo i vinti sono capaci Mostrare più
Uno che su una nave suona la tromba, non è che Mostrare più
Nel cerchio imperfetto del suo universo ottico la Mostrare più
Aveva otto anni e si era già fatto avanti e Mostrare più
In bilico sull'orlo della terra, a un passo dal Mostrare più
A quel bambino incominciò a dare il suo, di Mostrare più
Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e Mostrare più